NIKI APRILE GATTI, LIBERAZIONE …SFONDATO IL SILENZIO STAMPA

POST DEL 28 APRILE 2009

liberlogo

 

E’ in edicola oggi “Liberazione” un articolo a firma di Daniele
Nalbone. Grazie Daniele e grazie a tutta la Redazione per il grande
lavoro giornalistico e di indagine svolto dall’unico giornale che ha
fatto uscire una pagina intera su una vicenda che nulla ha di
chiaro o di definito!
GRAZIE LIBERAZIONE, FINALMENTE UN GIORNALE CHE PARLA
ALLA GENTE, DELLA GENTE !!!!
C’è stata una intervista a me il giorno del Sit-in l’11 Febbraio
2009,(che avete visto anche qui sul sito in video)e poi sono
partiti con un’indagine giornalistica, che è tutt’altro che
conclusa, questo è solo il primo articolo ….
Vi riporto integralmente l’ARTICOLO, frutto del lavoro

lungo e
meticoloso della Redazione, che non finirò mai di ringraziare e che
porta delle minime imprecisioni, a conferma che è stata una
indagine Autonoma, e che preciserò
alla fine, per evitare (almeno da parte mia che riporto quanto
scritto da altri, a chiarezza ulteriore della storia del mio amato
Niki).
Daniele Nalbone

Anche ad Avezzano il terremoto ha fatto i suoi danni e portato
terrore. “Molta gente dorme ancora nelle macchine. Siamo sempre

in stato di allarme. Soprattutto perchè ognuno di noi ha parenti,
amici, colleghi che vivono a L’Aquila”, racconta Ornella Gemini.
Il suo pensiero, come quello di tutti, è per chi è vivo: ” il dramma
vero è vissuto da coloro che hanno perso tutte quelle cose a cui
non si pensa mai, perchè le diamo per scontate”.
La mente di Ornella, però, corre ogni notte a casa di quelle madri
che hanno perso un figlio nella Casa dello Studente. Perchè sà
cosa vi troverebbe:”una mamma seduta in un angolo di divano che
non riesce a dormire anche se imbottita di psicofarmaci. Sta lì,
raggomitolata su se stessa, piange disperatamente il mondo che
aveva tra le mani e il vuoto attuale”.
Ornella suo figlio lo ha perso il 24 Giugno scorso, ” nel carcere di
Sollicciano, impiccato nel bagno”.
Niki Aprile Gatti aveva solo ventisei anni. Da un anno e mezzo
viveva a San Marino dove lavorava come informatico per un
gruppo di aziende oggetto di un’inchiesta per truffa telefonica e
frode informatica del Magistrato fiorentino Paolo Canessa.
Le Società incriminate sono la Oscorp Spa, Orange, OT&T e TMS,
tutte residenti a San Marino, la Fly Net di Piero Mancini, Presidente
dell’Arezzo Calcio, piu’ altre Società con sede a Londra. “Niki era un
genio del computer, purtoppo capitato nelle mani di una serie di
criminali” spiega Ornella.
” Alle 13,25 di quel 24 Giugno mi arriva una telefonata sul cellulare

– racconta – qualcuno, con un tono freddo, mi chiede di parlare
con la mamma di Aprile Gatti Niki.
Sono io, rispondo “. Dal telefono, senza il minimo tatto, le viene
allora riferito che dall’altra parte “e’ in linea il carcere di Sollicciano,
una brutta notizia: Suo figlio si è suicidato”.
Il giorno prima del sisma che ha distrutto L’Aquila, Ornella aveva
scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, chiedendo Giustizia.
Perchè” mio figlio non si è suicidato. E questo non è l’ultimo appello
di una madre disperata ma la realtà, e i fatti lo dimostrano. Per
questo motivo qualcuno si sta affrettando perchè il caso venga
archiviato. Ma io non lo permetterò “.
La mattina del 19 Giugno Niki viene chiamato dalla madre del suo
socio che lo avvisa dell’arresto del figlio la sera precedente e lo
prega di recarsi a Cattolica presso lo studio dell’ Avv. Marcolini, il
legale della Oscorp, la ditta per cui entrambi lavorano, per avere
notizie.
Ma quando esce dal portone dello studio, anche Niki viene
arrestato.
Prima domanda:”vi sembra il comportamento di una persona che
temeva di finire in prigione?”. Seconda domanda:” se davvero
avesse fatto qualcosa, perchè non è scappato invece di recarsi
nella “tana del lupo” ???? “.
Ornella viene a sapere dell’arresto del figlio alle 14,30.
Cerca di contattare qualcuno a San Marino ma non riceve risposta.
“Chiamo anche il miglior amico di Niki per avere i riferimenti
dell’Avvocato aziendale e raggiungo al telefono l’Avv. Marcolini, il
quale mi sconsiglia di recarmi a Rimini, dove era stato portato mio
figlio insieme al titolare della Oscorp e ad altre 17 persone, anche
loro arrestate lo stesso giorno”.
” E’ inutile che si rechi lì- mi dice – perchè si trova in isolamento e
lo sarà per tre giorni, quindi non avrei potuto vederlo”.
Niki però nel carcere di Rimini non ci ha mai messo piede: ” ma di
questo vengo a conoscenza solo quando mi hanno riconsegnato, a
Settembre, la documentazione del carcere”.
Niki, quindi è stato l’unico degli arrestati ad essere portato
direttamente nel penitenziario di Sollicciano, carcere “duro” di
Firenze, e sarà l’unico degli incriminati a non avvalersi della facoltà
di non rispondere davanti ai PM.
Intanto iniziano strani movimenti. “Gente che ad Avezzano inizia a
partire per San Marino, continue telefonate che mi “consigliano” di
cambiare avvocato. Ma io decido di tenere quello aziendale,
convinta che ne sapesse di più di qualunque altro legale sulle
attività che mio figlio svolgeva per conto della Oscorp”.
Alle 20.58 del 20 Giugno, però, qualcuno invia un telegramma non

firmato a Niki dalla sua stessa abitazione a San Marino: “Devi
nominare l’Avv. Umberto Guerini”
del foro di Bologna.
Niki riceve il telegramma solo il 21 Giugno dopo tre giorni di
Isolamento, e ovviamente si fida del consiglio.
Terza domanda: ” Chi ha inviato quel telegramma?”.
Lunedì 23 giugno Ornella e suo marito partono alla volta del
Tribunale di Firenze, dove hanno appuntamento con l’Avv.
Marcolini, ancora inconsapevole di essere stato destituito.
“Arriviamo proprio mentre giunge il blindato della Polizia
Penitenziaria- racconta Ornella- che tra le sbarre riesco a
intravedere Niki”.
Intanto arriva l’avv. Marcolini, in leggero ritardo, e sale verso
l’aula. Pochi minuti “ed eccolo tornare indietro. Mi chiama da parte
e mi riferisce che Niki stava già parlando con il PM delle indagine,
ma con un altro Legale”.
Solo in quel momento, direttamente al Tribunale di Firenze,
Marcolini viene a sapere di essere stato ricusato.
Domanda 4,5 e 6 : ” E ora? Chi è questo nuovo Avvocato? Che

faccio adesso?”.
Dopo 4 ore di interrogatorio Niki esce: ” vede il blindato che fa
manovra per riprenderlo. Gli corro dietro. Voglio, Devo vederlo.
Voglio solo dirgli che insieme saremo usciti da questo Incubo, che
ce l’avremo fatta”.
Gli Agenti, però, la allontanano. “Deve stare ad almeno 20 metri di
distanza o arrestiamo anche lei!!”, Le Urlano.
Ornella vede uscire il nuovo Avvocato, una donna che lavora per lo
Studio Guerini, “le corro incontro e le chiedo aiuto. Devo vedere
Niki, anche in sua presenza, ma lei mi risponde che avrei dovuto
attendere le 48 ore successive all’interrogatorio”. Ornella torna ad
Avezzano. Ma dopo solo 20 ore la “telefonata”.
” E FINISCE TUTTO”.
Suicidio. Dicono.Durante l’ora d’aria, in bagno.
E’ strano, però, che un ragazzo di 26 anni, incriminato “solo” per
truffa informatica, che decide di collaborare con la Giustizia,
decida di darsi la morte.
Certo, per il Garante dei detenuti della Regione Toscana, Franco
Corleone, Niki “forse si era scoraggiato pensando a una lunga
detenzione e poi ……aveva cambiato avvocato, altro segnale di
inquietitudine” dichiarò a La Repubblica il 25 Giugno. ” Hanno anche

usato il fatto che Niki è stato costretto a cambiare legale per
dimostrare la sua debolezza”, denuncia Ornella.
Intanto suo marito e il cognato partono alla volta di San Marino
per chiedere al padrone di casa di Niki un paio di mesi di tempo per
svuotare l’appartamento.
Ma appena il proprietario di casa apre la porta, regolarmente
chiusa, i tre vedono che all’interno non c’è più NULLA: nessun
vestito, nessun effetto personale e, soprattutto, niente PC. ”
neanche una maglietta da abbracciare la notte per sentire l’odore
di mio figlio”.
Domanda 7 : ” A chi interessava ripulire l’appartamento?”
Intanto trascorrono 90 giorni e il PM che si occupa dell’ipotesi di
suicidio di Niki, Archivia il caso.
Allora Ornella parte alla volta di Firenze per ritirare la
documentazione del carcere.
Nel verbale si legge la testimonianza di un Agente secondo cui, lui
e Niki alle ore 10 del 24 Giugno stavano parlando del processo. Ma
l’Autopsia riporta proprio alle 10 del 24 Giugno il momento del
decesso.
solo questo, di per sè, dovrebbe vietare l’archiviazione del caso.

Domanda 8 : ” Dove hanno parlato Niki e l’Agente, visto che nel
verbale non è riportato?”
Domanda 9: “A che ora si sarebbe suicidato Niki???”
Come se non bastasse, nell’autopsia si legge che l’impiccaggione è
avvenuta con dei lacci e dei jeans tagliati, “evidentemente inidonei
a sostenere un corpo di 92 kg”.
Nel bagno inoltre “non c’è altezza sufficiente fra i jeans appesi e il
pavimento”.
Domanda 10 “Come è possibile per un detenuto avere con sè in
carcere dei lacci?”
Ornella ha però trovato il coraggio di guardare anche le foto di suo
figlio senza vita e immediatamente ha constato come Niki fosse “in
pigiama”, pur avendo con se due paia di Jeans e non solo quelli con
cui avrebbe commesso il gesto.”
Ma la cosa che fa aumentare i dubbi è il fatto che Niki si sia
suicidato durante l’ora d’aria “e nessuno esce mai in pigiama all’ora
d’aria”.
Non solo: al momento dell’autopsia, il Dott. Giuseppe Fortuni,
perito di parte degli agenti incriminati nel caso Aldovrandi e in
quello Bianzino, nella rappresentazione suicidaria, ha parlato di un

segno di circa 6-7 centimetri lasciato dal cavallo dei jeans sul collo
ma “il 24 settembre, dalle foto inserite nella documentazione, vedo
che non c’è nessuna striscia di quelle dimensioni, ma SOLO il segno
di un laccio”.
Il 17 Ottobre arriverà anche la consulenza tecnica medico/legale di
questo Dottore e …… della striscia di 6/7 centimetri, nessuna
traccia.
” E sì …. il Dottore si è confuso” mi risponderanno dallo Studio
dell’Avv. Guerini, “oggi Amministratore della Sofisa”, Società
finanziaria San Marinese dove Niki faceva il Consulente.
***********************************
Ci sono da fare delle rettifiche che denotano l’assenza di
documentazione ufficiale che abbiamo solo noi e i nostri Avvocati:
-Nel telegramma l’Ordine dato a Niki è di nominare l’Avv.
Giuseppina Morelli del foro di Bologna, che fa parte dello Studio
Guerini, non di nominare l’Avv.Umberto Guerini, che comunque
subito mi affiancherà insieme all’Avv.Morelli.
– il Prof. Avv. Umberto Guerini non è Amministratore della Sofisa,

ma bensì Presidente.
Sarà mia cura scrivere alla Redazione oggi stesso, per far operare
le rettifiche descritte.
Lei, Prof. Avv. Umberto Guerini, una volta mi disse che aveva un
figlio dell’età di Niki,quindi spero, a maggior ragione, Lei possa
capire, quanto bisogno possa avere una famiglia di Verità e di
Giustizia, in un quadro tanto inquietante e assurdo, quanto
quello sopra descritto.

ioena

AVETE DISTRUTTO TUTTO…TUTTO

Un pensiero su “NIKI APRILE GATTI, LIBERAZIONE …SFONDATO IL SILENZIO STAMPA

  1. Ornella Autore articolo

    Niki

    “Per cancellare una vita ci
    vuole un attimo,
    per cancellare un attimo ci
    vuole una vita”

    Mammapersempre

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