NIKI APRILE GATTI, LA FARFALLA, IL NEPAL

niki28“l’inferno è l’assenza……”

(Jaques Prevert)

Amore mio……

I ricordi battono dentro di me come un secondo cuore, tutto mi ricorda Te…

Il caldo che si avvicina, le finestre che si aprono, i tuoi ritorni, i nostri caffè….sai non ne ho più presi di così buoni, il tempo riesce solo a disperdere il superfluo,l’essenziale resta tutto, integro e vivo come ieri. Le carte e la Verità possono anche seppellirle in un pozzo, ma io continuerò a gridarla fino alla morte, tutto si disperde nel vizio del sistema, ma hanno capito Tutti, e questo “sistema” deve cambiare, nulla si ripete all’infinito!!! Voglio raccontarti un antico apologo indiano, perchè in realtà è così che amo pensarti!

“C’era una volta un verme che, sentendo avvicinarsi la fine dello stato strisciante della sua vita, chiamò attorno a sè parenti ed amici. Edisse loro: <E’ tanto triste pensare che io ora debba lasciare la mia vita, che è ancora piena per me di promesse di  brillanti successi futuri. La mia morte dimostra la crudeltà inesorabile della natura, che mi toglie dalla vita nel fiore degli anni.Addio miei cari, addio per sempre.Per me non ci sarà un domani….>.E tra le lacrime di parenti ed amici si spense.

Un vecchio verme, che assisteva addolorato, disse allora a sè ed agli altri:<Il nostro caro ci ha lasciato.Il suo fato sarà purtoppo, prima o poi, anche il nostro. Uno dopo l’altro saremo difatti abbattuti dalla falce spietata che mieterà ovunque i suoi successi. Certo la Fede ci dà la speranza di risorgere, ma questa forse è solo l’eco di un nostro desiderio che vorremmo realizzato. Nessuno conosce infatti alcunchè in merito ad una vita futura.Non ci resta che compiangere il triste destino comune della nostra razza>.

E mentre il verme morto, col passare del tempo, dopo il letargo dello stato di crisalide,

si trasformava nella variopinta farfalla  e si involava felice nell’azzurro del cielo, i suoi parenti ed amici procedevano tristemente nelle loro occupazioni quotidiane maledicendo la sorte e la dura legge dell’inesorabile prossima fine della loro vita…

.....sono Io in volo sopra al Mondo....
…..sono Io in volo sopra al Mondo….

Ecco, così amo immaginarti, volare libero nel cielo ♥

E voglio ancora riportarti le parole di un grande poeta, Victor Hugo, sulla vita e sulla morte.

“Forse che tutto finisce sotto pochi palmi di terra????…..No, tutto vi comincia.No, tutto vi germina. No, tutto vi si dischiude e tutto vi cresce, tutto ne scaturisce.Io credo nell’Immortalità e dunque alla continuazione della vita dell’io.Ci credo e mi sento immortale. Credo in Dio e in un’altra vita. Se voi mi vedete calmo e sorridente dinanzi alla morte è perchè io credo in una vita futura. E’ la mia convinzione assoluta. Sono sicuro che noi non moriamo interamente e che il nostro io sopravvive. Si, credo fermamente in questo mondo migliore: esso è per me assai più reale di questa miserabile chimera che si chiama vita terrena.Credo con tutta la potenza della mia convinzione e,dopo tante lotte, tanti studi e tanti dolori, questo mondo migliore è la suprema certezza della mia ragione, come è la suprema consolazione della mia anima.”

Questo credo anche io….Amore mio ♥  Mammapersempre ♥

Continua la nostra raccolta nelle piazze di Cosenza, Celano ed Avezzano per i bambini terremotati del Nepal! O diversamente si puo’ fare un bonifico: Associazione Niki Aprile Gatti onlus C/C N° 2166748  IBAN: IT12F0538740443000002166748  C/O BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA, sede Avezzano(AQ)

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NIKI APRILE GATTI E IL TERREMOTO IN NEPAL

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“Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia.”
MONTESQUIEU

C’è stato un terribile terremoto in Nepal..

Il terremoto  di magnitudo 7.8 di sabato 25 aprile ha causato la morte di almeno cinquemila persone, secondo le stime più recenti del governo nepalese che sta organizzando e gestendo i soccorsi per la popolazione, soprattutto nell’area della capitale Katmandu dove sono stati registrati i danni più consistenti. Il Centro nazionale per le emergenze del Nepal ha inoltre annunciato che le persone ferite nei crolli degli edifici sono almeno 6.500, e che i bilanci potrebbero peggiorare nelle prossime ore man mano che proseguono le ricerche tra le macerie.
Il ministero degli Esteri dell’Italia ha annunciato che 4 italiani sono morti a causa del terremoto nella zona di Langtang.

Si stima che altre decine di persone siano morte nelle aree confinanti con il Nepal di India e Cina, mentre sul monte Everest 18 scalatori sono morti in un campo base travolti da una valanga causata dalla forte scossa di terremoto.
A Katmandu sono stati organizzati alcuni campi di emergenza con tende per ospitare le migliaia di persone rimaste senza casa. Le notizie su altre città e paesi del Nepal in cui il terremoto ha causato danni sono ancora parziali: secondo alcune testimonianze, molti centri sarebbero stati danneggiati dalle frane, che hanno anche interrotto le principali strade rendendo più difficile l’arrivo dei soccorsi. Alcuni testimoni, a centinaia di chilometri di distanza da Katmandu, hanno riferito di interi quartieri delle loro città distrutti dalla scossa di sabato. Le prime stime delle autorità locali parlano di paesi distrutti fino al 70 per cento, con edifici e strade seriamente danneggiati.

Due persone al lavoro tra le macerie di alcuni palazzi crollati - Bhaktapur, Nepal, 26 aprile 2015 (Omar Havana/Getty Images)

Lo sgombero delle macerie tra gli edifici crollati in piazza Basantapur Durbar - Katmandu, Nepal, 25 aprile 2015 (Omar Havana/Getty Images)
Lo sgombero delle macerie tra gli edifici crollati in piazza Basantapur Durbar – Katmandu, Nepal, 25 aprile 2015

Soccorritori valutano i danni causati dal terremoto - Katmandu, Nepal, 26 aprile 2015 (PRAKASH MATHEMA/AFP/Getty Images)

Un bambino guarda attraverso uno squarcio in una tenda montata per ospitare le persone rimaste senza casa dopo il terremoto - Katmandu, Nepal, 27 aprile 2015 (EPA/NARENDRA SHRESTHA)

Un bambino guarda attraverso uno squarcio in una tenda montata per ospitare le persone rimaste senza casa dopo il terremoto – Katmandu, Nepal, 27 aprile 2015  

In alcuni casi i danni sono stati aggravati da una seconda scossa di terremoto di magnitudo 6.7 che si è verificata domenica 26 aprile, e che è stata avvertita anche in India e in Bangladesh. L’epicentro è stato a 60 chilometri a est di Katmandu e ha spinto molte persone a rimanere fuori dalle loro abitazioni, nel timore di nuovi terremoti e di ulteriori crolli.

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Noi con l’@ssociazione Niki Aprile Gatti Onlus ci siamo subito adoperati per una raccolta Fondi a favore del Nepal . I fondi da noi raccolti, verranno uniti a quelli dell’associazione di volontariato “FINALE FOR NEPAL” presente sul territorio nepalese da sei anni e comunque insieme al Consolato Onorario del Nepal in Italia, molto attento alla situazione sociale di questi giorni, si acquisteranno coperte, tende, generi di prima necessità e medicinali.

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La raccolta fondi è così organizzata:

Avezzano: Gazebo in Piazza Risorgimento il Primo Maggio 2015 dalle 9.30 fino alle 20.00 fino a tutta la domenica c/o la libreria Mondadori in Via Mons. Bagnoli.

Cosenza: Piazza 11 Settembre nei giorni 01 02 e 03 Maggio 2015 dalle 10.00 alle 20.00.

oppure: Associazione Niki Aprile Gatti onlus C/C N° 2166748
IBAN: IT12F0538740443000002166748
C/O BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA, sede Avezzano(AQ)

A fronte delle vostre donazioni (anche piccolissime, per noi sempre grandi) riceverete simbolicamente un fiore sorridente, o altri oggetti con i quali allestiremo i gazebo e regolare ricevuta deducibile ai fini fiscali.

Facciamo in modo che le loro grida arrivino alle nostre orecchie!

Dovremmo essere uniti tutti come le dita della mano, tutto e’ difficile prima di essere semplice. Cerchiamo di aiutare chi ha bisogno di noi!♥

 oggiTutto ciò che facciamo, lo facciamo con Niki nel cuore!!

In attesa di Verità e Giustizia per Niki……..


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NIKI APRILE GATTI,LA SCUOLA DIAZ,LA STRAGE DI MILANO, L’ASSOCIAZIONE

nikioggi
“Ciò che conduce l’uomo a osare e a soffrire per edificare società libere dal bisogno e dalla paura è la sua visione di un mondo fatto per un’umanità razionale e civilizzata. Non si possono accantonare come obsoleti concetti quali verità, giustizia e solidarietà, quando questi sono spesso gli unici baluardi che si ergono contro la brutalità del potere.”
Aung San Suu Kyi

 Sono seduta  qui sul nostro scalino fuori la Libreria, dove siamo stati insieme tante volte la domenica mattina, il nostro angolo solitario in cui si parlava di tutto quello che ci accadeva e si progettava il futuro…..un futuro mai arrivato, rubato, ucciso….

Piango, scrivo, penso,…..ri-penso.. ri-piango….tutto inutile….Niki

Questa mattina avremmo sicuramente parlato oltre che di noi anche degli ultimi accadimenti, della condanna della Corte Europea all’Italia per i fatti accaduti alla scuola Diaz….

Scuola Diaz: “Blitz della polizia fu tortura”. Corte europea condanna l’Italia

 La decisione dopo il ricorso di Arnaldo Cestaro, 62enne all’epoca del pestaggio avvenuto il 21 luglio 2001 al termine del G8 di Genova. I giudici: “Legislazione inadeguata rispetto agli atti di tortura e assenza di misure dissuasive”. Nel mirino anche prescrizione e indulto di cui hanno beneficiato agenti e dirigenti di Ps imputati. Riconosciuto risarcimento di 45mila euro. L’accusa del pm Zucca: “Governi furono sordi”

g8-scuola-diaz-675 Il blitz della polizia alla scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, “deve essere qualificato come tortura”. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia non solo per quanto commesso nei confronti di uno dei manifestanti, ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura. La Corte ha dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 della Convenzione: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti“. Il ricorso è stato presentato da Arnaldo Cestaro, 62enne all’epoca del pestaggio, militante vicentino di Rifondazione comunista che dalla Diaz uscì con fratture a braccia, gambe e costole che hanno richiesto numerosi interventi chirurgici negli anni successivi. All’epoca il referto dei medici genovesi sottolineò “l’indebolimento permanente dell’organo della prensione e della deambulazione”. Cestaro è poi diventato un attivista del Comitato verità e giustizia per Genova che, come tante altre organizzazioni impegnate sul fonte dei diritti, ha accolto con favore la sentenza. La Corte ha stabilito che lo Stato dovrà risarcire alla vittima 45mila euro per danni morali. “I soldi non risarciscono il male che è stato fatto. E’ vero, è un primo passo quello di oggi, ma mi sentirò davvero risarcito solo quando lo Stato introdurrà il reato di tortura”, afferma Cestaro all’Adnkronos. “Oggi ho 75 anni ma non cancellerò mai l’orrore vissuto. Ho visto il massacro in diretta, ho visto l’orrore del nostro Stato. Dopo quindici anni, le scuse migliori sono le risposte reali, non i soldi”.

Avremmo commentato che se avessimo abitato un Paese “normale”, non sarebbe servita la sentenza europea, le immagini viste tante volte su quei giorni erano piu’ che esaurienti, ma l’Italia è il paese degli occultamenti, dei depistaggi, …delle false verità…per questo è seconda solo a se stessa!! Ben lontana dalla frase che tu scrivesti su quel compito in classe…:” In una vicenda bisogna saper raccogliere tutti gli aspetti in modo che la Verità ci venga mostrata”

In Italia bisognerebbe riscoprire il significato semantico della parola “VERITA'”…quando MAI una Verità viene mostrata??Maestri in Logge e Servizi Segreti…..la verità fatta passare come tale nella realtà non è mai coincidente.

Avremmo certamente commentato anche la strage al Tribunale  di Milano….

Milano, imputato di bancarotta fa strage in tribunale: “Vendetta contro chi mi ha rovinato”

Sono tre le vittime di Claudio Giardiello: un giudice, il suo ex avvocato e il coimputato. Le telecamere della sicurezza lo hanno ripreso mentre mostrava all’ingresso un falso tesserino. Dopo l’arresto ha avuto un malore. Il ministro Alfano: “Era pronto a uccidere ancora”. L’avvocato ucciso: “Vado a testimoniare perché bisogna avere coraggio”

milanoUn falso tesserino da avvocato per entrare in tribunale (le telecamere lo hanno ripreso mentre lo mostrava all’addetto) con in tasca una pistola regolarmente detenuta e due caricatori pieni. Tredici colpi calibro 7.65 per compiere una strage. E’ di tre morti e due feriti (uno, molto grave, Davide Limongelli, è il suo stesso nipote) il bilancio della mattina di terrore a Palazzo di Giustizia di Milano, dove l’imputato di un processo per bancarotta fraudolenta, l’immobiliarista Claudio Giardiello, 57 anni, ha ucciso il giudice Ferdinando Ciampi, Giorgio Erba (suo coimputato nel processo sul fallimento dell’Immobiliare Magenta di cui Giardiello era socio di maggioranza) e il suo ex avvocato, Lorenzo Alberto Claris Appiani che nel processo era testimone. “Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato” avrebbe detto ai carabinieri, subito dopo la cattura. Le ultime parole dell’avvocato ucciso, invece, sono state queste: “Non ho nessun problema a testimoniare, nella vita bisogna essere coraggiosi”. Le riporta un collega, Vinicio Nardo, in apertura dell’assemblea dell’Anm che è stata convocata nell’aula magna del tribunale dopo la strage.

Diceva Mahatma Gandhi che,  occhio per occhio serve solo a rendere tutto il mondo cieco.

La vendetta è un’azione che si vorrebbe compiere  perché ci si sente  impotenti: non appena l’ impotenza scompare, svanisce anche il desiderio di vendicarsi. E quindi si avrebbe tanta meno rabbia se le cose e la Giustizia funzionassero davvero!La vita umana è sacra e dobbiamo riappropriarci almeno di questa Verità. 

Vendicarsi significa uccidere il cane dopo che ti ha morso….non ti guarisce il morso….lascia questa cura alla vita!

Tu non eri assolutamente vendicativo  e avresti concordato con me….

Ma se allora al Signor Claudio Giardiello avessero ucciso un figlio cosa avrebbe fatto?? Avrebbe reso questa terra una landa desolata????????? Se gli fosse accaduto quello che è accaduto a me????? Il suo atto è da condannare senza se e senza ma…..

 

Niki non avrebbe voluto essere ricordato perchè è morto. Avrebbe voluto essere ricordato perchè era in gamba! Perchè qualunque cosa gli facevi fare, riusciva a farla meglio di come gliel’avevi chiesta…..Inseriva in ogni cosa la sua genialità….ogni cosa diventava unica….come lui……”Non lo so dove vanno le persone quando cessano di esistere.Ma so dove restano….”

E così per Pasqua Niki è stato con noi nell’Associazione, abbiamo donato circa 200 uova e libri e giocattoli ai bambini meno fortunati, abbiamo fatto la donazione ai Detenuti, abbiamo risposto a delle segnalazioni anonime di famiglie italiane, con Niki nel cuore ♥

 

uovalcielo

 

bambiniuova

donazionecarcereanonimo

Ricordiamo a chi voglia aiutarci con l’Associazione donando il 5 per mille, che possono vedere qui  ASSOCIAZIONE NIKI APRILE GATTI ONLUS  tutti i riferimenti! Grazie ♥

 


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