NIKI APRILE GATTI E LA VERITA’ NEGATA

“Odiare i mascalzoni è cosa nobile”
Marco Fabio Quintiliano

Continuerò fino a sfinirli…amore mio, non possono neanche lontanamente immaginare cosa significhi avere il cuore e l’anima lacerati per sempre, dolore infinito…

Questa è l’intervista rilasciata al Dottor David Oddone ed uscita domenica 23 Maggio 2010 sul giornale “L’informazione” 

Caso Niki Gatti.

“Voleva parlare e fare
nomi e’ stata questa la sua condanna a
morte”
Parla la madre Ornella Gemini:

“La chiave di lettura sta nell’inchiesta. Io mi aspetto grossi sviluppi
dall’inchiesta‘Premium’, perché c’è dietro l’ombra della mafia”
L’intervista della domenica Ornella Gemini: “Voleva parlare, fare i nomi. E’ stata questa la sua condanna a morte”
“Niki mi parlo’ della rivendita di numeri telecom e wind a tariffazione
maggiorata”
Niki Aprile Gatti è stato trovato morto nel giugno del 2008 nel carcere di massima
sicurezza di Sollicciano appena quattro giorni dopo il suo arresto nell’ambito delle truffe
telefoniche degli 899, inchiesta”Premium”. Niki lavorava e viveva a San Marino. La madre
non getta la spugna e vuole fare luce su un“suicidio” che potrebbe avere risvolti inquietanti.

Signora Gemini, chi era Niki?

“Niki era un ragazzo pieno di sogni e di aspettative, credeva nelle sue capacità
riconosciute da tutti e adorava la sua famiglia, stravedeva per Il fratellino! Era
all’università a Roma quando è stato avvicinato da un ragazzo che gli ha fatto la
proposta di collaborare con delle aziende di San Marino. Prima a distanza, poi invece si è
trasferito insieme a Lui a San Marino. Niki era un ragazzo solare, sempre pronto alla
battuta, ed era definito un genio dell’informatica. Io sono venuta su a San Marino per
conoscere il titolare e vedere l’azienda: all’apparenza sembrava tutto nella normalità,
bella azienda e lui con la famiglia…
Niki era soddisfatto del suo lavoro e tutto procedeva per il meglio.Faceva siti per le
aziende bellissimi, me li mandava anche on-line per farmeli vedere! Poi un giorno mi parlò
anche dell’acquisto e della rivendita di questi numeri Telecom e Wind a tariffazione
maggiorata, ma nei termini che loro acquistavano dai gestori di telefonia per rivendere a
terzi. Mi disse anche che aveva questi rapporti con i gestori, tanto che un giorno era
andato un dirigente Wind e gli disse ‘sei davvero un ragazzo con grandi potenzialità se
vuoi un giorno andare via di qui, un posto da noi lo troverai sempre!’.
Me lo raccontò con gli occhi che gli brillavano per la soddisfazione. Quindi lui deteneva
anche questi rapporti direttamente con i gestori di telefonia”.

Ieri il nostro giornale ha riportato la notizia del rinvio a giudizio in Italia per chi si è
introdotto nell’appartamento di Niki ……

“Per quanto riguarda i furti, l’Italia non è stata in linea con San Marino. Ed ha rinviato a giudizio chi si è introdotto nell’appartamento di Niki trafugando tutti i suoi effetti personali.
San Marino ha letto le cose in maniera diversa e non mi pronuncio, in quanto credo che l’appartamento completamente ‘ripulito’ ad una madre, nessuno Umanamente lo avrebbe fatto……..”

Cosa non la convince invece della archiviazione, in Italia, della morte di Niki, bollata come suicidio?

“Non mi convince l’estrema volontà di chiudere tutto in fretta… Perché non
approfondire? Tutte le contraddizioni da noi sollevate, sono state bollate come
‘irrilevanti’ dal giudice italiano, che non le ha volute nemmeno approfondire. E’ incredibile. E’ stato considerato irrilevante anche un ‘messaggio anonimo’ dove si diceva:
‘io so molto di più circa l‘omicidio/ suicidio di Niki ma poiché sono implicato non posso parlare’.

Sa cosa ha detto il giudice? Che erano certi che lo scrivente avesse usato mezzi per rendere non facile la sua individuazione! E allora? Il Tribunale non ha i mezzi per indagare? Non riesco a capire come si possa non approfondire una affermazione di questa
gravità”.

Perché qualcuno avrebbe dovuto uccidere o spingere Niki al suidicio?

“Perché Niki voleva parlare. Questa è stata la sua condanna a morte”

E quali nomi avrebbe dovuto fare?

“La chiave di lettura sta nell’inchiesta. Io mi aspetto grossi sviluppi dall’inchiesta ‘Premium’, perché c’è dietro l’ombra della mafia, ed io aspetto di sapere di che tipo di ombra si tratti. Non dimentichiamo il genere di carcere che è Sollicciano e la tipologia di
detenuti che vi si trovano ristretti; le analogie con le altre inchieste Telecom/Fastwebb ed Eutelia, possono farci intravedere molti scenari. E non dimentichiamo che fra i 18 arrestati (uno in realtà , calabrese, è rimasto sempre latitante a Londra , ndr) Niki è
stato l’unico a non avvalersi della facoltà di non rispondere. Voleva parlare. Di chi e di cosa? E perché sono state fatte sparire tutte le sue cose dall’appartamento sammarinese?

(tutto archiviato dal giudice Battaglino a San Marino, ndr)

E i computer? Che cosa ci potevo trovare, che oggi tutti voi avreste saputo? Perché io avrei
davvero potuto leggere lì dentro le vere cause e chi poteva avere interesse a far tacere Niki per sempre”.

Il ruolo delle compagnie telefoniche è dunque fondamentale…

“Certo, il ruolo delle compagnie telefoniche è fondamentale, proprio per i rapporti che Niki aveva con le stesse. Quali sarebbero stati i nomi che Niki avrebbe fatto ai magistrati? E’ tutto qui il punto”.

Che cosa ha intenzione di fare ora?

“Io con il Comitato Verità e Giustizia Per Niki ed anche alcuni giornalisti non ci siamo fermati un giorno, stiamo facendo ricerche continue ed io ne sono convinta, faremo riaprire tutto, questa volta in qualche altra procura, italiana chiaramente”.

David Oddone

SKY TG 24 SERVIZIO

3 pensieri su “NIKI APRILE GATTI E LA VERITA’ NEGATA

  1. COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER NIKI

    IL TEMPO NON CI SPAVENTA
    SIAMO QUI IN ATTESA CHE LA VERITA’ SULLA MORTE DI NIKI VENGA ALLA LUCE!

    VERITA’ E GIUSTIZIA PER
    NIKI APRILE GATTI

    Rispondi
  2. Andreina Ghionna

    Sette anni passati da questo articolo e fra meno di anno saranno dieci dalla mancanza di Niki.
    Quasi dieci anni di colpevoli silenzi interrotti a tratti da interrogazioni parlamentari rimaste mute, o da qualcuno che promise di “riaccendere” le luci (come se qualcuno le avesse mai accese!) per poi ridiventare muto chiudendo con “non posso fare altro, ci vogliono i giornalisti”.
    Costante è la voce di Ornella che chiede la Verità. Ed è un assurdo dover chiedere alle istituzioni la verità…
    Con Niki nel cuore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *