Archivio mensile:Aprile 2014

NIKI APRILE GATTI,…. IL G8 ….L’ORGOGLIO… LA …VERGOGNA …E LA FANTASIA!!!!!

RIPRENDO QUESTO MIO POST DEL 10/07/2009  DA UN BLOGGER CHE LO AVEVA COPIATO E CHE SI E’ RIVELATO OGGI IMPORTANTISSIMO E POI CAPIRETE IL PERCHE’…ADESSO INTANTO  VE LO COPIO….

LO RIMETTO COSì COM’ERA (ANCHE SE LA SITUAZIONE POLITICA E’ MUTATA…MA CAPIRETE…..)

http://cultcornerinfo.blogspot.it/2009/07/un-angelo-chiamato-niki-dallomonimo.html

“YES, WE CAMP”

sulla collina di Roio.(L’Aquila)

Yes_we_camp

Foto di famiglia allargata anche a Egitto, Messico, Sudafrica, India, Brasile e Cina per gli otto Grandi, al termine della loro sessione di lavoro questa mattina all’Aquila. Davanti a uno scenario di finte montagne innevate, i leader hanno scherzato fra loro aspettando il premier canadese, Stephen Harper, ultimo a presentarsi dopo Barack Obama che, poco prima, era stato accolto dagli altri leader con un applauso. Scattata la foto, per i 14 leader inizia la colazione di lavoro estesa alle organizzazioni Aie, Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale, Ilo, Ocse, Omc e Onu per discutere delle fonti future della crescita economica globale..

g8_aquila

 

Quattro consiglieri comunali dell’Aquila si sono incatenati a una ringhiera di un palazzo nei pressi di piazza d’Armi per protestare contro il decreto legge sul terremoto. Si tratta di Enrico Perilli (Prc), di Francesco Valentini (Pd), Luigi D’Eramo (La Destra) e di Luigi Faccia (L’Aquila Città Unita – lista civica)

Leggo sul blog 6 Aprile :”…Cellulari sotto controllo o fuori uso del tutto, niente internet, divieto di uscire dalle tendopoli, divieto di pensare e di rifiatà (respirare come diciamo noi in Abruzzo).

g8_rovine_obama

 

aquila_300_219

 

Perchè invece Caro Onorevole Berlusconi, non fate un bel pranzo nelle tendopoli??
Perchè non mostra la realtà a questi “Grandi“??
Realtà così diversa dalla bellissima Caserma di Coppito…..

Tutti i permessi chiesti dagli Aquilani sono stati negati dalla questura. Per gli Aquilani non c’è spazio in questo G8…… Perchè???

Poi sa Onorevole, cosa diceva
Karl Popper???
“Lo stato di civiltà di un paese si riconosce dallo stato delle sue carceri!”

E allora sa io cosa farei? Organizzerei con questi “grandi
una bella visita al Carcere di Sollicciano a Firenze, così
farei vedere loro il “nostro” stato di civiltà….
Sa forse Lei Onorevole è stato troppo occupato in questi giorni, ma sa cosa è successo???
Qualcosa di “incredibile”…… 20 giorni fa è morta una detenuta di 40 anni e si parla di “omicidio
riporto l’articolo:”..Intanto, sempre secondo il sindacato Uil Pa di polizia penitenziaria, la detenuta morta lo scorso pomeriggio nel carcere di Sollicciano, all’apparenza per un caso di soffocamento da cibo, potrebbe, invece, essere la vittima di un omicidio. “La morte della detenuta – ha affermato Eleuterio Grieco – presenta ancora aspetti oscuri rispetto ai quali le indagini tenteranno di fare piena luce. L’autopsia certamente contribuirà in modo determinante ma una delle ipotesi è che la mozzarella che ha soffocato la detenuta sia stata violentemente collocata nella gola dall’altra psicolabile ristretta nella stessa cella”.
Giallo anche sulla morte del detenuto avvenuta il 24/04/2009  di Ihssane Fakhreddine (dice il garante dei detenuti Franco Corleone, “…..è morto in circostanze che hanno dell’incredibile. Può darsi che si tratti di una morte naturale; l’autopsia ci dirà le ragioni.” Questo ragazzo pare abbia lavorato o fatto provini in TV, era perfettamente integrato in Italia…….Il 7 Luglio (mentre lì da voi fervevano gli ultimi preparativi) Presidente, è morta una ragazza di 27 anni, sì, sempre dentro a Sollicciano ed anche qui le cause sono “da accertare” (un’altra vita spezzata, un’altra famiglia distrutta…)Non sò a Voi, ma a me tutte queste storie dentro a Sollicciano mi fannopaura….. Per cui potrebbere essere, Presidente, che una Vostra visita lì dentro potrebbe fare Chiarezza???E Le ricordo, che è un anno che urlo, dal 24 Giugno 2008, che il mio amato Niki,lì dentro è stato ammazzato!!! E anche Lei Ministro Alfano, perchè non dispone un’ispezione pressol’Istituto Penitenziario di Sollicciano per capire cosa succede?? (già sollecitata da me, nella lettera al Presidente Onorevole Giorgio Napolitano?????)

Nessuna Società che si definisce “civile” e che ospita i “grandi” di tutto
 il mondo può tollerare tanto….!!!!

A Voi che mi leggete invece, vorrei invitarVi ad una riflessione: ogni volta che c’è un suicidio in carcere o una morte da accertare, passano giorni prima di riuscire a sapere il nome del detenuto,chiesi anche ad un giornalista una volta e mi rispose: “quando si tratta di suicidi, riserviamo sempre i nomi, anche per una forma di rispetto per la famiglia…” Quando passa un pò di tempo poi su internet si trovano, infatti io non sono riuscita a trovare il nome di questa ragazza di 27 anni. Ebbene, secondo Voi, a me, perchè questa “forma di rispetto” non è stata riservata, visto che “loro” dicono essere stato un suicidio??? Il giorno dopo Niki era su tutti i giornali nazionali e locali….. con tanto di nome e cognome e…..FOTO SEGNALETICA..PERCHE’??

 QUESTO ERA IL MIO POST DI QUELLA DATA E ALLEGO DOCUMENTO…GUARDATE AL 24 APRILE  2009

elenco

 

ELENCO PRESENTE SU “DOSSIER REALIZZATO DALL’OSSERVATORIO “Morire di carcere”…Ristretti orizzonti come evidenzia questo articolo dell’Archivio  Cronache LA STAMPA (GUARDATE SEMPRE ALLA DATA 24 APRILE 2009)…….  PER  FINIRE CON UNA INTERROGAZIONE DEI RADICALI (CLICCATE QUI PER LEGGERLA http://old.radicali.it/newsletter/view.php?id=144598&numero=11708&title=NOTIZIE%20RADICALI  E GUARDATE SEMPRE AL 24 APRILE 2009….

VI PREMETTO CHE NEL MIO BLOG  PRECEDENTE QUELLO …”ABBATTUTO ” 2 MESI FA , L‘E-MAIL  ERA VISIBILISSIMA  NELLA BARRA LATERALE CON L’INVITO A CONTATTARMI…PER QUALSIASI MOTIVO O NOTIZIA….

PERCHE’  QUELLO CHE  ACCADE  OGGI A DISTANZA DI 5 ANNI  E’ FANTASCIENZA…

CAPIRETE NEI  DUE POST  SUCCESSIVI…..


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NIKI APRILE GATTI, GIUSTINO PARISSE……E LA LETTERA AI FIGLI

“Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e …

cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che non possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.”

Rainer Maria Rilke

 

figligiustinoMaria Paola Parisse (10/05/1993) e Domenico Parisse  (07/08/1991)

morti entrambi la notte del 06 aprile 2009 nella loro casa ad Onna….

Oggi sul Centro la lettera del padre….

Ciao ragazzi,

eccomi di nuovo qui. Vi scrivo in una sera d’aprile.

Il sole è già sceso da un pezzo.Il buio è rotto dalle luci fioche che spuntano rade sul vuoto del nostro paese distrutto: Onna. Dal nuovo villaggio le voci non arrivano, si ode solo il rintocco della campana che batte le ore di una giornata che si spegne come una candela a corto di cera.Solo l’abbaiare dei cani mi dice che fuori la vita continua.

Comunque.

Sono cinque anni che non ci siete piu’.Sono cinque anni che muoio ogni mattina pensando  ai vostri volti sorridenti, alla vostra voglia di vivere, ai sogni perduti.Sono rimasti solo i miei,di sogni, quando in quelle poche ore che riesco ad assopirmi, frecce di fuoco mi colpiscono all’improvviso. L’abbraccio forte forte finisce sempre con l’incubo del risveglio.

Cinque anni, un’eternità lunga 23 maledetti secondi. L’ultimo ricordo:quel grido disperato perduto nella notte che spezzò l’anima e il cuore di chi fu condannato a restare. Ho tante cose da raccontarvi. Eppure stavolta faccio fatica. Mi sento come quelle mosche fastidiose che vi giravano attorno quando al mattino la camera da letto si inondava di luce e voi volevate restare ancora un pò a crogiolarvi fra le coperte, a immaginare una giornata  a correre fra i prati, inseguire un cagnolino, rotolarvi fra l’erba, montare in bicicletta, dissetarvi alla fontana e poi tornare a casa, sedere a tavola con mamma e papà, condividere il pasto, organizzare il futuro. Le piccole cose che fanno la felicità di una famiglia normale. Però la realtà avanza sempre, a volte ci schiaccia, si impone. 

Onna è ancora lì. Muta, svanita, spettrale.Negli angoli piu’ nascosti la natura si contorce, scalpita, non s’arrende. Dove c’erano le case sono spuntati salici, acacie, pioppo, fiori di ogni genere.La gente attende ancora che nascano cantieri. Anche quest’anno temo che non ce ne saranno. Da lontano si scorge una sola gru. E’ quella dell’impresa che sta ricostruendo la nostra bella chiesa con i soldi che sono arrivati dalla Germania. Sta rinascendo pietra su pietra e sono proprio loro, le pietre, che ci raccontano la lunga storia del borgo in cui avete avuto la sventura di nascere.  Era il paradiso, e si è trasformato in inferno. Era luogo di colori ma la mattina del 6 Aprile 2009  restava solo un grigio polveroso punteggiato da cromatismi confusi, segno di esistenze esplose, dissolte, impotenti.

Il piccolo tempio, dove il giorno prima eravate stati a messa per ricevere il ramoscello d’ulivo, ci racconta i secoli. Fra le mura sventrate sono spuntati gli affreschi. A pezzi. Ce n’è uno solo che ancora testimonia la fede di chi c’era già nel XIII secolo: una crocifissione.Chissà, forse un segno che ci ammonisce che la Croce è IL DESTINO DI OGNUNO DI NOI AL QUALE NON SI SFUGGE.

Ma ci sono anche tracce di gioia e fertilità. Sono scolpite in una colonnina. alta non piu’ di mezzo metro e larga pochi centimetri.C’è l’uccellino posato su un  tralcio di vite da cui pendono gustosi grappoli d’uva. Chi sa leggere il passato la fa risalire addirittura all’anno  Mille o poco piu’ quando Onna era ancora circondata da una vasta palude alimentata, nel corso delle stagioni, dal fiume Aterno che si aggirava nella valle senza freni. Quell’uccellino mi ricorda il cinguettio soave  di quella mattina d’ Aprile di 5 anni fa.Quel suono galleggiava nell’aria posandosi poi sulle macerie delle vostre vite. Nel nuovo edificio sacro ci sarà una cappella nella quale una piccola lampada ricorderà per sempre il dolore della notte che ha cambiato la storia di questo angolino d’Abruzzo. E che ci ha tolto Voi. 

Con mamma siamo sempre nella casetta che abbiamo ricostruito con dentro la nostra biblioteca e tante vostre immagini che ci fanno compagnia. Il frutteto della memoria cresce. La statua della Madonna di Lourdes di cui vi avevo parlato lo scorso anno è in uno spiazzo verde, illuminata anche di notte. La nostra vita continua nonostante tutto. Gli affanni della giornata finiscono sempre in serate malinconiche affogate nella lettura di un libro o, massimo del divertimento. in un cruciverba. Tutto in attesa di un sonno che non arriva mai. Di notti più temute dei giorni. Di risvegli, si fa per dire, senza tempo, senza futuro. Chissà, magari vorreste sapere se quel piccolo mondo che avete conosciuto sta risorgendo. Certo girando un pò per il centro storico dell’Aquila di cantieri se ne vedono. Ma c’è una strana sensazione che mi prende ogni volta. Forse mi sbaglio. Ma è come se, chi in quell’ora tragica ha perso tutto, continua a  non avere nulla, anche se il cemento ricompone gli edifici piegati. Vedo case ricostruite, gente che addirittura festeggia il rientro, come se si trattasse di un matrimonio o di un compleanno. E poi discussioni, liti, ricorsi giudiziari. Una corsa folle verso il niente di una città che continua a guardare all’oggi e ai piccoli affarucci del momento, dimentica il passato, evita di pensare al domani. Ma il quadro non è sempre così nero.I vostri amici ci danno segni continui che vi tengono sempre in un angolino del cuore. Sai, Maria Paola, quest’anno la scuola che frequentavi, il liceo linguistico, ti ha intitolato un’aula. Certo, forse adesso sorriderai, mai avresti pensato che il tuo nome potesse finire su una targa-ricordo. In quella scuola ci andavi con l’obiettivo di uscirne un giorno con gli strumenti giusti per affrontare la vita. E invece tutto ti è stato negato. Tutto ti abbiamo negato e tu sei andata via dopo quell’ultima carezza che tuo padre, che a volte si sente un pò Giuda, ti diede prima di un giorno che non ci sarebbe piu’ stato.

Sai Domenico, qui all’esterno della nuova casetta, c’è sempre tanto da fare: piantare fiori ed alberi, potare, irrigare, zappare-si anche zappare.Ora con l’arrivo della primavera l’erba cresce a vista d’occhio ed è una “battaglia” tenerla a freno. A volte penso che quel lavoro, che serve anche ad ingannare il cervello, sarebbe stata una gioia se ci fossi stato tu a darmi una mano. Ricordi quando mettevamo a posto la legna o raccoglievamo le mele da quell’albero del giardino che ne faceva a quintali tanto da piegare i rami fino al suolo. E poi fermarsi un attimo seduti a terra, sotto l’ombra del tiglio, a ridere di noi, fingere la lotta e stringerci un pò in attesa del pranzo che mamma stava preparando. Quel tiglio oggi lo ricordo perchè fu lì sotto che la mattina del 6 Aprile, poggiato su una sedia, affogai nelle lacrime e nella disperazione.

Sono passati 5 anni. Nè all’Aquila, nè a Onna, nè altrove, c’è un posto degno per ricordare Voi, nonno,e tutti coloro che hanno condiviso la vostra sorte. Ormai ho capito che chi non ha conosciuto i vostri e tutti gli altri volti, vuole dimenticarvi in fretta. State sicuri di una cosa. Io non vi dimentico. Anche perchè sarebbe impossibile. Non ci siete ma so che mi girate sempre intorno. Come a volte facevi tu, Maria Paola, quando entravi in biblioteca e mi trovavi seduto davanti al computer . “Papà, ma che stai a scrivè” dicevi, facendomi capire che mi dovevo alzare perchè il computer ti serviva. Oggi scrivo di te, di Voi.Inchiodato su una sedia con il cielo che ormai si è fatto di stelle. Sai quanto vorrei alzarmi e lasciarvi il mio posto. Ma è solo un altro sogno destinato a diventare incubo.

Ciao ragazzi, prepariamoci a un altro anno. E non vi allontanate troppo. Insieme avremo meno paura del buio e della notte infinita. 

Papà

centrooggi

“Per cancellare una vita ci vuole un attimo,
per cancellare un attimo ci vuole una vita”

Ogni anno pubblico la lettera di Giustino perchè esprime in modo perfetto quello che  proviamo noi genitori amputati, mutilati….del bene piu’ prezioso…i figli…

Abbiamo avuto entrambi un terremoto…che ha spazzato via per sempre i nostri figli e le nostre esistenze……

I giorni inesorabilmente passano, trascorrono le ore , ma  tuo figlio non
torna …. E ti manca la sua voce nelle orecchie, e ti manca il suo
travolgente umorismo, e ti mancano i suoi occhi e ti mancano i
suoi baci, e ti mancano le sue telefonate, e ti manca chattare con
lui, ti mancano le sue faccette e i suoi cuoricini,e ti manca l’angolo
sul divano delle lunghe interminabili chiacchierate fino a notte
fonda, e ti manca il rumore delle sue dita sulla tastiera del
computer, anche in piena notte…e questo è il Dolore, quello che
nessuno potrà toglierti mai piu’ , quello che nessuno può
comprendere (se non un’altra mamma che come te ha perso la luce
dei suoi occhi, che come te ha sepolto se stessa insieme a suo
figlio), quello che ti strazia giorno e notte, quello che ti fa crollare
davanti a una luna…,davanti a qualunque cosa  che lui non potrà mai
vedere ….
E continui a ripetere: Perché??? Perché???

Vedete questo Film….è molto importante…..

 


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NIKI APRILE GATTI E LA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Ti Amo di due amori:
uno materno,
uno a te dovuto!!

MAMMAPERSEMPRE

Associazione Culturale Niki Aprile Gatti Onlus

http://associazionenikiaprilegatti.com/

  • L’associazione nasce da un’idea di Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti, un giovane talento informatico scomparso prematuramente all’età di 26 anni
  • Nasce con l’intento di perseguire quello che era il “sentire” di Niki, giovane gioioso ed eclettico, e attento a qualsiasi forma di disagio sociale
  • L’attenzione dell’associazione si sviluppa nella promozione umana e sociale, nella solidarietà e nella condivisione, nell’assistenza e nella sussistenza di chiunque si trovi in condizioni di fragilità , disagio o marginalità

L'ASSOCIAZIONE NIKI APRILE GATTI @N@G ONLUS

 

In corso premio Majorana

 

E’ in corso,  in collaborazione con con la Preside dell’istituto tecnico industriale Ettore Majorana di Avezzano il premio “Niki Aprile Gatti”, in ricordo di Niki che fu studente indimenticabile dell’istituto.
Il premio verrà consegnato a conclusione dell’anno scolastico allo studente che  si distinguerà per attività progettuali particolarmente creative, nell’ambito delle nuove tecnologie, legate all’informatica.
A consegnare il premio sarà Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti.

 5xmille-rettagolino

Come donare con il 5xMille

Donarci il tuo 5 x 1000 non ti costa nulla ecco come fare:

Se presenti il Modello 730 o Unico

  • Compila la scheda sul modello 730 o Unico
  • firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato“;
  • indica nel riquadro il codice fiscale dell’associazione: 90043690669 

oppure se non presenti la dichiarazione dei redditi:

  • Compila la scheda che ti viene fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall’ente che ti eroga la pensione, firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato…” e indica il codice fiscale dell’associazione: 90043690669  
  • inserisci la scheda in una busta chiusa
  • scrivi sulla busta “DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF“ e indica il tuo cognome, nome e codice fiscale
  • consegnala a un ufficio postale, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica come Caf, commercialista, ecc. che la riceveranno gratuitamente

come-aderire-rettagolino

Come aderire

Aderire all’associazione è facilissimo, basta compilare il modulo che trovi qui sotto e versare la quota associativa di 20€ (la quota è annuale e il rinnovo non è obbligatorio). La quota può essere versata tramite:

  • versamento o bonifico bancario su C/C  N° 2166748 intestato a:
    @ssociazione Niki Aprile Gatti @N@G Onlus
    BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA,  sede Avezzano(AQ)
  • assegno bancario non trasferibile intestato a:
    associazione Niki Aprile Gatti @N@G Onlus
    Via Trara 17,
    67051  Avezzano (aq)

Verrà inviata regolare ricevuta al tuo indirizzo email

MA TUTTO QUESTO VA FATTO DAL  BLOG  DELL’ASSOCIAZIONE!!! 

QUI: http://associazionenikiaprilegatti.com/

 

premio ITIS

 


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