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CAO JOLIS! HA VINTO IL CANCRO…VINCEREMO IN UN MONDO DIVERSO!

Chissà, se il seme, di un sentimento rivedrà,

La luce del giorno, che un’altra vita ci darà!

Resta amica accanto a me…

L’amore, muore, disciolto in lacrime ma noi…

Io e te…

Lo stesso pensiero!

Io e te…

Il tuo e il mio respiro!

Amica, cerca me!

E, ti ricorderai…

Del morbillo e le cazzate, fra di noi!

Amica è bello… Amica è tutto…

E’ l’eternità!

Io e te lo stesso pensiero!

Cerco di scrivere da questa mattina, ma il dolore è lacerante, le lacrime a fiotti scendono senza interruzione,come farò a vivere nella casa che ci siamo costruite insieme con tanto amore?? Ogni mattina aspetto di sentire le serrande che alzavi in un modo particolarissimo e sempre prima di me…

Quando rientro è il momento più brutto, aprivo sempre prima la tua porta “Jolis ci sei???” e ci raccontavamo la nostra giornata…

Non avrei voluto scrivere nulla di tutto questo, Jolanda  mia sorella non ce l’ha fatta, un cancro aggressivo non le ha dato tregua, dal suo blog l’upupa, era il 28 maggio 2017:

“E ci sono…

Sono diversi mesi che ho abbandonato questa pagina e me ne dispiace, ma sto combattendo una battaglia molto grande, una battaglia per la vita.

Hanno scoperto , in me, un ospite inquietante che stenta a sparire e quindi devo impegnarmi molto per vincere!

Lo sto facendo con tutte le mie forze!

Il mio ultimo momento di leggerezza risale a Novembre e mi ci è voluto tempo per razionalizzare e capire.

 Ora lotto. Spero di farcela, anche  perché qui non si tratta di partecipare, ma di vincere.”

…purtroppo non ha vinto, ma ce l’ha messa tutta, con forza e determinazione, Anime Ribelli, voleva rimanere tra noi!


E’ difficile per me parlare di lei, lei c’è stata da quando sono nata, era più grande di me, ed è stata la mia complice, la mia amica, la mia mamma, mia sorella.

Non c’è stato momento in cui le sue parole, i suoi consigli preziosissimi, non mi abbiano accompagnata nella vita, come, come farò senza di lei??

Senza di lei la solitudine assume contorni eterni e il dolore diventa sempre più forte, insopportabile!

Una volta mi prestò un libro e dentro c’erano fogli sparsi, ricordo varie poesie, un foglio di un post rivoluzionario che stava scrivendo, alcune ricette, la sua dieta, appunti sui suoi ragazzi,  frasi sparse…questa era lei, si interessava di tutto e lo faceva sempre al meglio, ricordo trovai una frase  e subito la fotografai (l’ho portata con me sempre) è questa :

Ho aperto il post con Renato Zero perchè Jolanda diceva che il suo sogno era una cena a Roma con Roberto Vecchioni, il dopo-cena con Antonello Venditti e la notte con Renato Zero…

In mezzo alle piazze, per la difesa dei diritti è sempre stata in prima fila, a scuola sempre dalla parte degli studenti,e loro l’hanno accompagnata fino alla fine con una bellissima lettera letta dal Parroco.

Punto di riferimento anche per i colleghi, che la stimavano per la preparazione e il suo modo di regalare amicizia e discrezione,vengono continuamente in Libreria a raccontarmi episodi che la vedono protagonista.

Anche in questa battaglia contro il cancro ha lottato, abbiamo creduto, scherzato, riso, volevamo vincere!

…Questo era il tenore delle nostre chat, e non posso rileggerle trasudano tutto l’Amore che ci siamo sempre volute…

Questo il clima gioioso che sempre le abbiamo fatto avere intorno, e che lei contribuiva a creare…Saretta è inconsolabile..♥

Quando è successo di Niki, se non era per lei non ce l’avrei fatta, vicina nelle lacrime, nella lotta e nella vita quotidiana con Nathan che l’adora!!

Questi gli auguri che nel 2015 le feci per il compleanno

E lei si commosse tanto…

Avrei tanto da dire su di lei, persona davvero speciale, ne parlerò in altri Post, oggi è davvero dura…

Mi consola saperla accanto al mio Niki, si volevano un bene dell’anima ed insieme torneranno a fare tutte quelle cose che un destino crudele ha interrotto!

Ora potrò baciare solo in sogno

Le fiduciose mani…

E discorro, lavoro,

Sono appena mutato, temo, fumo…

Come si può ch’io regga a tanta notte?

(Da Il Dolore)  Giuseppe Ungaretti

Ricordi la cantavamo in macchina a squarciagola…”quelli belli come noi..non dimenticano mai
quella prima volta che
e quell’altra volta se …”

Stai vicina a Niki, vi abbraccio con infinito Amore♥ ♥ 

…E come direbbe lei:   Sempre Vigili

 

NIKI APRILE GATTI, ILARIA ALPI, DAVID ROSSI, TUTTI “SUICIDATI”

E’ un duro mestiere…l’esilio…

 

La domenica mattina è, se possibile, ancora più dura. Era il nostro momento Niki, erano le nostre confidenze, il nostro crescere insieme, il nostro confrontarci, il nostro amarci profondamente…

L’Inferno è l’assenza.

Io e te Niki siamo in due punti della stessa corda che non si pezza mai!

Da questa parte dell’Infinito è difficile sai, la schiavitù della materia e le profonde ingiustizie che subiamo, non ci permettono di elevarci ad una Conoscenza Superiore.

Ignobili interessi, mani infami e menti perverse,  non risparmiano al nostro mondo la loro brutalità.

 

Grossi interessi finanziari, ma anche responsabilita’ della magistratura, dietro il “suicidio” in carcere di Niki Aprile Gatti. Sul caso torna ora Elio Lannutti, all’indomani dell’archiviazione decisa dal gip.

* * *

Tutte le strade portano in Inghilterra. Non esiste praticamente nessuno dei recenti casi giudiziari o di cronaca con tante zone d’ombra – dal caso Elisa Claps, con l’esilio dorato di Danilo Restivo a Bournemouth, fino alla sciagura della BP nel Golfo del Messico – che in una maniera o nell’altra non riconduca nelle terre di sua maesta’ la regina Elisabetta. Patria ed origine di tutte le massonerie mondiali. Ma oltremanica ci porta anche una vicenda che ancora brucia nel cuore dei familiari e grida vendetta sul web, dentro i tanti comitati spontanei che chiedono verita’ e giustizia per un caso giudiziario assurdo.
La vicenda, tragica, e’ quella che ha travolto la giovane vita di Niki Aprile Gatti, tecnico informatico presso un’azienda di San Marino. E’ accaduto due anni fa, prima che dal Titano cominciasse ad emergere il fiume di denaro sommerso custodito nei caveau delle banche locali. Ma oggi il caso riesplode grazie ad un’interpellanza al calor bianco presentata nelle scorse settimane da Elio Lannutti, che riconduce le circostanze oscure della morte di Niki agli scandali finanziari aventi come epicentro il piccolo stato autonomo. Il riferimento e’ all’asse Londra-San Marino, lungo il quale corrono gli affari illeciti di giganti della telefonia, da Telecom a Fastweb. Quell’asse lo ritroviamo nell’inchiesta “Premium” (per la quale fu arrestato Gatti) e nella vicenda Telecom Sparkle-Fastweb, un giro di denaro sporco e riciclaggio internazionale da due miliardi di euro e 400 milioni di Iva evasa: nel mirino della Procura romana sono finite, fra gli altri, Telecom Italia Sparkle spa e Fastweb spa, accusate di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata.
Ma non basta. Perche’ poche settimane fa il gip di Firenze ha accolto la richiesta di archiviazione per le indagini sulla morte di Niki Aprile Gatti presentata dai pm. Dipendente di una delle aziende sammarinesi (la Oscorp) finite nell’inchiesta Premium condotta dal sostituto fiorentino Paolo Canessa, Gatti, 26 anni, incensurato, viene arrestato il 19 giugno 2008 con l’accusa di frode informatica dopo essere stato convocato dall’avvocato del gruppo, Franco Marcolini. Tradotto inspiegabilmente (unico fra gli indagati) nel carcere di massima sicurezza di Sollicciano, comincia subito a collaborare con gli inquirenti per fare chiarezza. I vip arrestati, nel frattempo, pur essendosi avvalsi della facolta’ di non rispondere, vanno ai domiciliari, mentre per Niki si conferma il carcere duro. Pochi giorni dopo, il 24 giugno, verra’ trovato impiccato ad una corda ricavata da strisce di jeans e lacci di scarpe nel bagno della cella 10 della quarta sezione. E fin da subito gli inquirenti avvalorano l’ipotesi del suicidio, contro ogni evidenza. 30 giorni dopo l’appartamento di Gatti viene completamente svaligiato. La Procura di San Marino archivia la denuncia di furto, ma non si hanno tracce del personal computer di Gatti. «Le testimonianze dei suoi due compagni di cella, fondamentali nel confermare il suicidio, non collimano – tuona Lannutti – e non trova risposta il dubbio sul fatto che lacci di scarpe e strisce di tessuto jeans possano sorreggere un uomo di 92 chilogrammi, cosi’ come non la trova la presenza di lacci di scarpe in un carcere di massima sicurezza o la capacita’ per un detenuto di creare a mano strisce di tessuto jeans».
A completare il quadro delle stranezze arriva un particolare inedito: possibile che tutto questo sia accaduto ad un indagato del pm Paolo Canessa, tanto esperto di questioni finanziarie da risultare nell’elenco dell’Arpa, il tavolo dei magistrati voluto da Via Arenula per una collaborazione a tutto campo fra banche (in primis Unicredit) e Procure della repubblica?

Di pochi giorni fa  queste notizie…

 

Ilaria Alpi, la procura di Roma chiede l’archiviazione

Secondo i magistrati è impossibile risalire al movente e agli autori dell’omicidio dell’inviata del Tg3 avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994

Una immagine di archivio di Ilaria Alpi uccisa in Somalia nel 1994. ARCHIVIO – ANSA

Impossibilità di risalire al movente e agli autori degli omicidi dell’inviata del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, avvenuti il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia, e nessuna prova di presunti depistaggi. La procura di Roma chiude, con una richiesta di archiviazione, l’inchiesta sui fatti di 23 anni fa. A decidere, ora, sarà il gip.

 

A firmare la richiesta di archiviazione, previo visto del procuratore Giuseppe Pignatone, è stato il pm Elisabetta Ceniccola, magistrato che assunse la titolarità degli accertamenti dopo che il gip Emanuele Cersosimo, nel dicembre 2007, respinse un’analoga richiesta di archiviazione sul duplice omicidio disponendo ulteriori accertamenti.

 

Nel provvedimento, circa 80 pagine, firmato dal pm Ceniccola ci sono le risposte ai quesiti posti all’epoca dal gip Cersosimo e la indicazione degli elementi, a cominciare dall’impossibilità di attivare indagini in Somalia, che impediscono di accertare il movente e gli autori degli omicidi. In particolare, secondo quanto si è appreso, è citata anche la sentenza della corte di appello di Perugia che il 19 ottobre scorso, a conclusione del processo di revisione, ha assolto l’unico condannato, il somalo Hashi Omar Hassan, con particolare riferimento all’assenza di qualsiasi indicazione su movente e killer.

 

La parte di inchiesta dedicata ai presunti depistaggi aveva preso le mosse proprio dalle motivazioni della sentenza di Perugia, nella parte in cui si parlava delle presunte anomalie legate alla gestione di un testimone, rivelatosi falso, Ahmed Ali Rage, detto Gelle, anch’egli somalo. Fu proprio quest’ultimo a chiamare in causa Hassan una volta arrivato a Roma: poi, alla fine del 1997, sparì dalla circolazione salvo essere rintracciato in Inghilterra da “Chi l’ha visto”.

 

All’inviata del programma di Federica Sciarelli, Gelle ammise di aver dichiarato il falso, ossia che non si trovava sul luogo del duplice omicidio e di aver accusato Hassan in quanto “gli italiani avevano fretta di chiudere il caso”. In cambio della sua testimonianza, precisò il somalo, ottenne la promessa che avrebbe lasciato il paese africano, dove la situazione sociale era tesissima. Dagli accertamenti, che hanno comportato l’audizione di tutti coloro che gestirono quello che, successivamente, si sarebbe rivelato un falso testimone, non sono emersi elementi tali da configurare un depistaggio.

 

Mps, morte di David Rossi: archiviato il fascicolo sull’istigazione al suicidio

Il giudice per le indagini preliminari Roberta Malavasi ha accolto la richiesta della procura senese. La famiglia Rossi, che non ha mai creduto al suicidio, nelle settimane scorse ha depositato in tribunale una nuova memoria integrativa con un video in 3D che ricostruisce il momento della morte dell’ex capo della comunicazione della banca precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013

…I fatti…

…Dopo 4 anni, la vedova Rossi con i suoi legali ed esperti continua a opporsi, vista la lunga lista di interrogativi rimasti aperti, e mai seriamente presi in considerazione nelle indagini. Giusto pochi giorni fa, è stata depositata una nuova memoria, che rimette in discussione tutte le perizie svolte durante il sopralluogo a Rocca Salimbeni, il 25 giugno del 2016, al comando del Tenente Colonnello Zavattaro dei Carabinieri. Perizie che si basavano sui calcoli cinematici estrapolati confrontando la velocità di caduta tra il video “originale” e quelli registrati durante le simulazioni. Si sarebbe dovuto usare lo “stesso sistema di videoregistrazione dell’epoca”, ma la nuova memoria prova che così non è stato. Tali calcoli sono usati nella richiesta di archiviazione per confermare che la caduta è avvenuta dalla finestra dell’ufficio di Rossi, seppur in modo più rocambolesco, smentendo la prima versione dei magistrati. Calcoli che lasciano però in sospeso anche tutti gli altri interrogativi: come si è procurato l’ex direttore della comunicazione tutte quelle abrasioni, contusioni (ivi inclusa la ferita alla testa) e ematomi che nemmeno i magistrati hanno potuto ricondurre alla caduta? Se è ovvia una colluttazione, dove è avvenuta, dato che i magistrati non hanno trovato tracce nell’ufficio di David?

Ora che i calcoli relativi alla velocità di caduta sono ridiscussi, si alzano nuove ombre riguardo alla dovizia e scrupolosità delle prove raccolte dopo il decesso di David Rossi. Secondo la perizia, il primo video consegnato ai magistrati fu estratto con modalità differenti da quello estratto dai carabinieri durante il loro sopralluogo. E forse persino il modello di registratore era diverso. Tutto ciò renderebbe inefficace ogni simulazione di calcolo della velocità di caduta in quanto la compressione differente delle immagini può portare a diverse ipotesi. Nel caso di David Rossi, si riapre alla possibilità che la caduta sia avvenuta dalla finestra al piano superiore al suo ufficio, dove c’erano lavori in corso compatibili con le tracce ritrovate sulle scarpe della vittima. Tali anomalie aprono anche la strada a ulteriori ipotesi, in primis che i video di tutte le videocamere fossero stati estratti contemporaneamente, ma solo uno finì agli atti come prova, e che possa essere anche stato manomesso in un secondo tempo.
Ciononostante i periti di parte sono riusciti a individuare, nel riflesso di un fanale del veicolo parcheggiato nel vicolo, movimenti alla finestra da cui è caduto David Rossi anche successivamente, quando il suo corpo giaceva morente sul selciato.

Troppe anomalie, troppe domande senza risposte. La mancanza di tutti gli altri video di sorveglianza e le anomalie dell’unico esistente, l’assenza di una lista dei presenti in banca e di indagini approfondite sui tabulati telefonici, gli accessi al suo computer, la presenza innegabile dei segni di colluttazione e di persone all’ingresso del vicolo mentre David moriva.

E una magistratura talmente convinta di dover archiviare, che apre procedimenti penali a carico della vedova per la pubblicazione di una e-mail ritenuta “riservata”, non su richiesta di chi l’ha scritta, ma proprio dalla Procura.

Ricordiamo però…

“Il tempo. Il più grande e il più antico di tutti i tessitori. Ma la sua fabbrica è un luogo segreto, il suo lavoro silenzioso, le sue mani mute.”
(Charles Dickens)

LA VERITA’, ANCHE SE NON RICONOSCIUTA, LA CONOSCIAMO TUTTI!

#Niki…

Non so dirti quando ti rivedrò

non so dirti quanto camminerò

non so dirti come ma correrò

non so dirti dove ma ci sarò.

Ti Amo Shalom

Mammapersempre

 

Fine della conversazione in chat

NIKI APRILE GATTI, 9 ANNI NEL DOLORE, SENZA PACE, SENZA VERITA’ E SENZA GIUSTIZIA

Niente consola, perché niente sostituisce.

Marie Lenéru

Ad Avezzano e a Celano il 23, il 24 e il 25 verranno affissi questi manifesti…

NIKI APRILE GATTI

24/06/2008             ANNIVERSARIO                    24/06/2017

Amore mio,

ricordi quando ci spostavamo e giocavamo a mandarci cartoline con i saluti in tutte le lingue?

Ho impiegato anni a cercare un termine che riesca a descrivere la tua assenza, Te, me…

In Sanscrito “vilomah” significa vuoto, che non sta in due, solo, mancanza, …vuoto…

In Inglese: “bereaved” significa deprivata di chi si ama…vuoto…

In Ebraico: Em Shakula, …perdere in tutti i sensi…vuoto…

In Arabo: Thakla …mancanza…vuoto…

No, non esiste un termine, tutto è limitante!

Che dolore Niki, sono 9 lunghissimi interminabili anni e se mi chiedono come ho fatto e come faccio, la mia risposta è sempre la stessa: non lo so!

L’unica cosa che so è che mi manchi da morire e che riesco a percepire la tua presenza che mi accompagna ogni giorno prendendomi per mano.

Sai,  ho imparato a urlare senza disturbare…il mio cuore devastato non è altro che un battito di nostalgia.

La memoria è il mio diario che porto sempre con me, ci rivedremo presto , per un abbraccio senza fine!

Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.

E poi c’è sempre quella bellissima possibilità di immaginarsi altrove. 
Sempre, io lì con te, Insieme

…del Fiore reciso…ne conservo i petali …i ricordi accarezzano le mie lacrime…

Ti Amo  Mammapersempre

…I miei interrogativi, tutti senza risposta!

 

L’11 Giugno con Lino Guanciale al Teatro dei Marsi è stata una serata ricca di emozioni, ringraziamo Lino e tutti gli intervenuti che ci hanno permesso un tale risultato!

Sold out al dei Marsi per lo spettacolo di Lino Guanciale. Raccolti 12mila euro per il Parco dei Sorrisi

Avezzano. Ha registrato il tutto esaurito lo spettacolo di Lino Guanciale che si è svolto nella serata dell’11 giugno al Teatro dei Marsi. L’amatissimo attore marsicano ha catalizzato il pubblico con la sua bravura per ben due ore,

accompagnato dalle musiche di scena di Davide Cavuti alla fisarmonica e Franco Finucci alla chitarra, maestri e compositori di fama nazionale. Un viaggio immaginario verso Itaca, arricchito di aneddoti di vita personale, poesie e tratti della Divina Commedia che non hanno mai fatto scemare l’attenzione del pubblico in sala.

Lo spettacolo è stato presentato dall’attrice Emanuela Scipioni, anche lei molto apprezzata dal pubblico, interprete in diversi film di cui uno in uscita con Claudia Cardinale.

La notorietà di Lino Guanciale ha richiamato gente da tutta Italia, tra cui anche gruppi di fan club di Milano, Modena, Torino e Napoli.

“Il momento più emozionante si è raggiunto quando Lino ha ricordato di essere stato il Capo Scout di Niki, toccando il cuore di tutti con i suoi ricordi di un ragazzo sorridente e pieno di vita”, ha affermato la presidente dell’associazione Niki Aprile Gatti Onlus Ornella Gemini, “ha elogiato poi a lungo il progetto del Parco dei Sorrisi con una nota di orgoglio perché si tratta di un progetto importantissimo e unico nel Centro Italia e verrà realizzato proprio nella sua città. La morte non è un punto ma una virgola ed io credo che Niki sia con noi oggi”, ha concluso Ornella, ricordando commossa le parole di Don Mario,

ringraziando poi tutti i presenti e tutti coloro che si sono adoperati nella realizzazione del progetto.

Il ricavato dello spettacolo, 12mila euro, sarà interamente devoluto all’associazione Niki Aprile Gatti Onlus, ideatrice del progetto, per la costruzione di un parco giochi per bimbi disabili e normodotati presso i giardini comunali adiacenti la chiesa della Madonna del Passo di Avezzano.

Si ricorda che chiunque volesse contribuire alla realizzazione del parco giochi attraverso una donazione può farlo con un versamento sul C/C 2166748 oppure con un bonifico all’iban IT12F0538740443000002166748 c/o Banca Popolare dell’Emilia Romagna – sede Avezzano (AQ).

E’ stato possibile grazie alla generosità di Lino Guanciale registrare l’intero spettacolo, lo potete vedere qui!

Leggete anche qui! Associazione Niki Aprile Gatti

Grazie a tutti